William Maragh, conosciuto da tutti come Supercat, nasce a Kingston il 25 giugno 1963 da madre africana e padre indiano.

Cresce nel pericoloso quartiere di Seaview Gardens (allora conosciuto come Cockburn Penche) che diede i natali anche a Prince Jazzbo e U-Roy.

Il suo passatempo preferito da bambino era quello di ascoltare le novità musicali nei negozi di dischi, così, a soli otto anni, fu assunto come assitente al Bamboo Lawn, un famoso locale della zona, per lavorare con alcuni sound system tra cui Soul Imperial, assorbendone le vibrazioni e assimilando le basi della dancehall da dj come Dillinger, Ranking Trevor ed Early B The Doctor.

Fece anche un'audizione per Joe Gibbs, nella quale però ebbe poca fortuna.

Inizia ad esibirsi come dj nei primi anni '80 col soprannome di Cat-A-Rock, che presto cambierà in Supercat (spesso alternato però anche a Wild Apache o Don Dada). Il suo primo singolo, "Mr.Walker", prodotto da Winston Riley ed uscito nel 1981, segna l'inizio definitivo della sua carriera e gli apre la strada sul genere, strada che però deve abbandonare per un paio d'anni per scontare una breve pena in carcere.

Nel 1984 ritorna subito al lavoro con Early B e con Killamanjaro Sound System; si impegna, inoltre, a concludere il suo album di debutto "Si Boops Deh!" che esce dopo poco e che, grazie a brani come "Boops" (registrato sul riddim aggiornato da Steely & Clevie "Feel Like Jumping", che lanciò la moda dei testi sugli 'sugar daddies', ovvero i partner di sesso maschile di età estremamente superiore alla donna) e "Cry Fi De Youth" (con un testo molto conscious), definisce il suo stile personale nella dancehall portandogli grande successo e facendogli guadagnare un posto in prima linea nella storia del genere.

Decide così di avviare la sua personale etichetta, la Wild Apache Productions, iniziando a produrre e registrare. Primo tra i suoi lavori fu l'album "Sweet For My Sweet" del 1988.

Nel '91 collabora all'album "Cabin Stabbin" con Nicodemus e Junior Demus, con i quali ha in programma anche l'apparizione al One Love Concert inglese, che dovrà cancellare a causa della morte di Nitty Gritty per la quale fu sospettato.

Quell'anno fu molto complicato per l'artista che, oltre a queste pesanti accuse dalle quali poi fu sollevato per mancanza di prove (ma per le quali restarono svariati sospetti), ci fu un episodio molto eclatante allo Sting 1991, durante lo scontro con l'allora rivale Ninjaman che movimentò non poco la sua vita privata e la sua carriera.

Verso la fine del round, il pubblico (in particolare un fan di Cat, che in quel momento perdeva il round), incoraggiato dalle liriche forti, lancia una bottiglia sul palco. Da quel punto a seguire esistono una serie di versioni contrastanti sull'epilogo della serata: c'è chi dice che il clash sia stato sospeso per 'eccessiva violenza tra il pubblico' e che sia ripreso dopo qualche ora; chi invece afferma che la bottiglia sia stata soltanto un pretesto in quanto a Supercat sarebbe caduta una pistola dalla tasca che pare sia stata riposta dov'era da qualcuno; altri ancora avrebbero visto il cantante impugnare personalmente l'arma.

Insomma non c'è ancora chiarezza su entrambe le storie, fatto sta che entrambi gli episodi segnarono la carriera dell'artista in maniera importante. Dopo questi episodi, Supercat si trasferisce negli Stati Uniti e firma un contratto con la Columbia Records, con cui registra uno dei primi album dancehall prodotti da un'etichetta mondiale: "Don Dada", che esce nel 1992 e che ebbe un grandissimo successo. L'album gli consente di fare numerose ospitate in tv e radio, e la rivista The Source lo nomina 'artista dancehall dell'anno' per il 1993, grazie anche alla collaborazione sul remix di "Jump" e per il brano "It’s Alright" con Kris Kross.

L'anno successivo si riunisce con Nicodemus e Junior Demus, aggiunge al gruppo Junior Cat e pubblica un nuovo album, "The Good, The Bad, The Ugly & The Crazy", per la Sony. Collabora, inoltre, con l'allora sconosciuto Notorious B.I.G. insieme a Mary J.Blige, Puff Daddy e 3rd Eye nel remix di "Doll My Baby".

Nel '94 la sua versione di "My Girl Josephine" di Fats Domino assieme a Jack Radics fu inclusa nella colonna sonora del film "Prêt-à-Porter". Nel 1995 esce il suo ultimo album, "Struggle Continues", ma le sue importanti collaborazioni continuano. Nel '97 interviene in "Fly" di Sugar Ray tratto dal disco di platino "Floored"; nel 2001 canta con India Arie nella sua "Video" e con Jadakiss e i Neptunes su "The Don Of Dons", e ancora con i 112 nel brano "Na na na na", nel 2003.

Dopo la scomparsa del suo amico e manager di lunga data Fred 'The Thunder' Donner, nel 2004 Supercat incide un cd tributo che intitola "Reggaematic Diamond All-Stars" in collaborazione con Yami Bolo, Michael Prophet, Linval Thompson, Nadine Sutherland, Sizzla e tanti altri artisti.

Supercat ritorna sulla scena reggae nel 2008, al Best Of The Best di Miami insieme ad Assassin, Etana, Barrington Levy, Buju Banton, Junior Reid, Tony Matterhorn, Sizzla e Beenie Man. L'anno seguente invece si esibisce al Madison Square Garden con Buju Banton e Barrington Levy. Nel 2012 il suo brano "Dance Inna New York" viene preso 'in prestito' da Nas per il suo singolo "The Don", incluso nell'album del rapper "Life Is Good".

Nel Settebre del 2013 Supercat compare a sorpresa al concerto Massive B On Da Reggae Tip durante il set di Shaggy. In quella stessa settimana uscì su internet una serie di lavori registrati in precedenza con la Neptunes. A Maggio del 2014 apre il festival Reggae On The Bay a Trinidad.

Supercat è stato uno dei primi dj ad irrompere nel mercato discografico americano. Pioniere della fusione della dancehall con hiphop e r&b, grazie al suo modo chiaro e positivo di parlare di ogni tipo argomento (politica, sesso, droga o violenza che sia), riesce a collezionare tantissime collaborazioni oltre quelle già citate, come Method Man e DJ Muggs dei Cypress Hill. Diversi artisti, nel tempo, hanno tratto da lui grande ispirazione come Apache Indian, Damian 'Jr. Gong' Marley, Collie Buddz, Sean Paul e tanti altri.

Ultimamente si è scatenata una piccola polemica sul costo dei dubplate che Supercat avrebbe fatto per alcuni sound in occasione di vari clash. La richiesta elevata di denaro e la peculiarità nella scelta di chi poteva permettersi il lusso di avere Don Dada nella propria dub-box, hanno dato il via a non poche voci e dibattiti.

A noi appassionati non resta che dare omaggio all'importante ruolo che questo artista ha avuto nella storia della dancehall, tramandando la sua musica e le sue innovazioni alle nuove generazioni di fanatici.