Nella ultra-competitiva scena musicale giamaicana, i vari artisti scompaiono solitamente con la stessa velocità con la quale entrano a farne parte, ma è da metà degli anni ’90 che l’artista in questione rappresenta il lato più innovativo della musica reggae-dancehall: stiamo parlando di Baby Cham, ormai da qualche anno abbreviato in Cham. I suoi pezzi lanciano sempre nuovi sound, nuovi slang e aggiornatissimi trend "dal ghetto" che ne garantiscono il successo immediato.

Nato il 24 Febbraio del '79 e cresciuto a Kingston, Giamaica, il giovane Damian Beckett (detto Baby Cham per la sua "faccia da bambino") affronta una giovinezza abbastanza movimentata nelle strade tra Sherlock Crescent a Spanish Town e Waterhouse a Kingston.

Il suo amore per la musica inizia a superare quello per il calcio quando è ancora un teenager e decide così di impegnarsi per costruirsi una carriera in quell’ambito. Passa il suo tempo libero negli studi di registrazione dello zio 'Super Mix' dedicandosi all'ascolto dei suoi miti Supercat e John Wayne, ed entra nelle grazie di artisti del calibro di Shabba Ranks.

Inizia ad affiancarsi lavorativamente con la Mad People Gang, meglio conosciuta come Madhouse Productions, e lancia una serie di pezzi dal sound molto potente come "Many Many", "Babylon Bwoy" e "Man A Man", che colleziona nel suo album di debutto "WOW: The Story", uscito nel 2000.

Lui stesso afferma: “Quell’album mi ha aperto un’ampia serie di strade, ma al contempo mi sono state chiuse tante porte in faccia. Avevamo prodotto dei pezzi molto forti, ma spesso ci veniva detto dalle maggiori industrie musicali che nella dancehall non era possibile fare questa o l’altra cosa”.

A confermare il successo ottenuto con l’album di esordio, esce l’energico e sensuale brano "Vitamin S", sul beat di Madhouse "Fiesta" riddim. Il brano passa, nel giro di pochi giorni, da tune suonata soltanto dai sound system alle radio mondiali, ai club coinvolgendo il pubblico della musica hip hop e dando prova che, si, i ritmi e i testi della dancehall sarebbero potuti arrivare in capo al mondo.

A questo punto Cham decide di firmare un contratto con Atlantic Records, etichetta del famoso cantante giamaicano Sean Paul e di numerosi rapper americani come Lil’ Kim e Fat Joe.

La sua storia in ambito musicale è soltanto agli inizi, e dopo aver aperto un concerto di Spragga Benz inizia a lavorare seriamente con Dave 'The Stranger' Kelly, la mente di Madhouse, impiegando tutti i suoi sforzi per fare in modo che il nuovo album sia al di sopra di tutti gli standard.

Come era già accaduto con questo grande creativo, precedentemente unitosi con Buju Banton in "Bogle", con Terror Fabulous e Nadine Sutherland in "Action", con Beenie Man e Ms.Thing in "Dude", anche la collaborazione con Cham diventa una vera e propria magia, paragonabile a quella tra Dr.Dre e Snoop Dogg ma in un contesto dancehall. Un’accoppiata vincente, la mente e il braccio.

Ispirati dalla vita quotidiana dei ghetto in cui sono cresciuti, Cham e Kelly danno vita a "Ghetto Story", un vero e proprio capolavoro che esce nel 2005, anno in cui purtroppo in Giamaica fu registrato il sanguinoso record di più di 1.600 persone uccise.

Con il mix tra la vivida narrativa di strada con una tagliente analisi politica e un grande trasporto emotivo, "Ghetto Story" (che da titolo all'album) diventa istantaneamente un classico che riassume tutto il dolore dell'atmosfera raccontata.

"Non si può dire che incitiamo alla violenza", dice il singjay, "piuttosto stiamo raccontando un ricordo, se fossi cresciuto in una realtà diversa probabilmente avrei ricordi migliori. Ringrazio Dio per tutti i giorni e le notti, per ogni momento della vita, quelli buoni, qulli meno buoni, per tutte le volte in cui ho avuto fame, per tutte quelle in cui sono riuscito ad avere del cibo in tavola, devo essere grato per tutto perchè senza quei momenti non avrei avuto una 'Ghetto Story' da scrivere".

La 'survival story', registrata sul rifacimento in stile Madhouse del riddim "85", imperversa in ogni festa in strada, in ogni autobus e diventa il pezzo numero uno di quell'anno.

Senza glorificare nè inveire contro la violenza, "Ghetto Story" è il freddo esame delle cause di fondo che hanno portato alla cronica brutalità che ha investito la Giamaica e gli altri paesi vittime di questa condizione.

Pensando al film "City Of God" si capisce che il Brasile è nella stessa situazione, o ancora guardando "New Jack City" e "Boyz 'N Da Hood" si scopre che anche a New York e Los Angeles è praticamente lo stesso. E' la storia del ghetto, di ogni ghetto, una storia che dev'essere raccontata per sapere dove siamo e dove stiamo andando.

Sulla scia dell'enorme successo ottenuto, Cham è pienamente deciso a prendere in mano le redini della dancehall nell'industria musicale. Quando non è impegnato con nuovi progetti discografici presta la sua voce a collaborazioni con diversi artisti tra i quali Mario, Nina Sky e M.I.A.

Nel 2006 esce il remix intitolato "Ghetto Story Chapter 2", sul medesimo riddim ma con la partecipazione di Alicia Keys, dando vita a una memorabile combination capace di entrare nella Top 100 di Billboard e di raggiungere la posizione #15 nella Hot R&B/Hip-Hop Chart. Un terzo remix arriva poco dopo con l'aggiunta del cantante r&b Akon.

L'obiettivo di Cham è chiaro: far diventare la Madhouse un vero e proprio gruppo di produzione, come era già avvenuto per Bad Boy, Rocafella e G-Unit.

Sei anni dopo "WOW", lo scenario musicale nel mondo è nettamente cambiato: mai prima d'ora i suoni provenienti dalla Giamaica avevano varcato confini così lontani, ed è così che Cham si rende conto che il mondo è pronto a conoscere tutte le sfaccettature di questo genere, per cui escono "God Ah The Boss", "Bring It On", "Boom Boom", "Tick Tock" e "Thoughts Of A Citizen". Esiste almeno un pezzo per ogni categoria di persona e situazione, ed è per questo che riscuote sempre un gran successo.

In ogni ghetto esistono tragedie e trionfi, vite perse e fortune vinte, lotte da compiere ogni giorno dagli invisibili ai cittadini più agiati. Si, esistono tante storie nel ghetto, e Cham riconosce quanto importante sia che queste storie siano raccontate ogni volta: "Ogni giovane ragazzo ha una storia da raccontare", dice, "e io posseggo il mezzo tramite il quale posso fare in modo che questa storia venga ascoltata".

L'artista vanta una invidiabile serie di collaborazioni musicali, tra cui vanno ricordate:

"Shottas" con T-Pain e Kardinal Offishall
"This Is Why I'm Hot" (Remix) con Mims e Junior Reid
"The Day Before" con Baby Blue Soundcrew e Jully Black
"Oh No (You Can't Be Serious)" con Carl Thomas
"Tables Will Turn"con Foxy Brown
"Party Time" (Remix) con Lukie D e Jadakiss
"Love Is On My Mind" con Sisqo
"Run Dem" con Foxy Brown
"Never Never" (Remix) con Brick & Lace
"I Fell In Love With The DJ" con Che'Nelle
"Tonight" con Keke Palmer
"Girl I Need" con Mario
"Bullet" con DJ Khaled e Rick Ross
"That's Just Not Me" con Mis-Teeq
"Bad Ass Strippa" (Remix) con Jentina
"Call Me" con Major Lazer

Ci sono poi le più recenti collaborazioni con la moglie, Miss O, in "Wine", "Back Way" e "Tun Up", oltre a "Fighter" con Damian Marley.

La voce baritonale di Cham che fa così contrasto con la sua "faccia da bambino" è di grande versatilità, un'artista dalle mille risorse che ci auguriamo continui a regalarci successi di fama mondiale ancora per tanto tempo.