Anthony Moses Davis, meglio conosciuto come Beenie Man, nasce il 22 Agosto del 1973 nel distretto di Waterhouse (St. Andrew, Kingston - Giamaica).

In ambito musicale è conosciuto con diversi soprannomi come 'Ras Moses', 'The Doctor', 'The Girls Dem Sugar' e 'King of the Dancehall'. Si dice che sia l’artista entrato nell’industria musicale del reggae e della dancehall all’età più bassa, ovvero a soli dieci anni, incoraggiato dallo zio Sydney Knowles (batterista di Jimmy Cliff) a lanciarsi in questo mondo.

La sua prima esibizione importante risale al 1981, anno in cui partecipa al Tastee Talent Contest, vincendolo. Deve però molto anche all’artista radiofonico Barry Gordon (Barry G.), che lo presentò ai sound system più importanti dell’epoca.

In quello stesso anno, registrò il suo primo singolo “Too Fancy” per il produttore Henry 'Junio' Lawes, con il quale incise anche il suo primissimo album “The Invincible Beenie Man: The Incredible Ten Year Old DJ Wonder” e il singolo “Over The Sea”.

Nell’84 registra del materiale con Barrington Levy (che uscirà circa dieci anni dopo), ma subito dopo decide di mettere da parte la sua carriera musicale per terminare gli studi e viaggiare tra Inghilterra, Stati Uniti e Canada, fino ai primi anni ’90.

Pronto per dedicarsi nuovamente alla sua carriera, inizia a incidere e produrre per la Shocking Vibes con Patrick Roberts, importante compositore e produttore che gli fece da stimolo costante durante tutta la sua carriera; fu grazie a lui che apparve in show importanti come Reggae Sunsplash, Ghetto Splash, Sting, Teen Splash e tanti altri.

Nel 1993, l’anno seguente alla sua partecipazione al Reggae Sunsplash, inizia la famosa “guerra” con Bounty Killer, che lo accusa di avergli “rubato” stile e rime. Simbolo di questa rivalità l’album “Guns Out”, nel quale i due si scontrano in un clash spietato.

In quello stesso anno incide “Matie”, prodotta da Ephraim Barrett Donovan e Dave Mills per la Shelly Power Records, che subito vola in testa alle classifiche giamaicane. Olte a questo, viene premiato come dj dell’anno, primo degli otto riconoscimenti che riceverà in seguito.

In parte influenzato da Sly & Robbie, suoi produttori con i quali registra delle cover di Bob Marley (“Crazy Baldhead” e “No Woman No Cry”), nel ’94 decide di convertirsi al movimento Rastafari (come parecchi fecero in quello stesso periodo), cosa che poi smentirà in un’intervista del 2005 affermando di essere stato battezzato come Etiope Ortodosso ed essere diventato Rastafariano già all’età di dieci anni.

Nello stesso anno viene ingaggiato dalla Island Records e lancia l’acclamatissimo album “Blessed”, con il quale conferma la sua fama internazionale.

Nel ’95 gira l’Inghilterra con un tour e torna a collaborare con Barrington Levy per una versione jungle di “Under Mi Sensi”.

Durante tutto il 1995 lavora a una serie di collaborazioni, tra cui quelle con Dennis Brown e Triston Palma ("Three Against War") e con Mad Cobra e Lieutenant Stitchie ("Mad Cobra Meets Lt. Stitchie & Beenie Man"). Ancora, con Lady Saw in “Healing”, con Sanchez in “Refugee” e "Missing You" per finire con Michael Prophet in “Gun ‘N’ Bass”.

La sua fama continua a crescere e, quando nel 1996 pubblica lo sperimentale “Maestro” (prodotto da Patrick Roberts), il suo successo coinvolge completamente tutto il Regno Unito.

Negli anni tra il ’95 ed il 2000, Beenie Man domina letteralmente tutte le classifiche giamaicane e viene finalmente incoronato "Dancehall King", come del resto gli era sempre piaciuto autodefinirsi. Beenie Man è stato il secondo artista nella storia del raggamuffin ad essere investito di tale titolo (il primo fu Yellowman negli anni 80).

Beenie Man esportò definitivamente il proprio stile negli Stati Uniti nel 1997. Un giorno ascoltò una base di uno sconosciuto produttore chiamato Jeremy Harding e gli chiese di poter prestare la propria voce per quella base. Fu la nascita della sua prima hit internazionale: incise "Who Am I" sullo storico Playground riddim, e il singolo divenne presto Disco d'Oro. Questo brano (che dà anche titolo alla nostra rubrica, ndr) gli aprì le porte del successo internazionale e il suo volto iniziò ad essere sempre più presente sui giornali e nei programmi tv americani.

A rendere speciale questo ‘97, in più, l’incisione di altri sette singoli che dominarono le classifiche per mesi e mesi, e la partecipazione (nel ruolo di se stesso) al film “Dancehall Queen”.

Nel ’98 firma con l’etichetta americana Virgin, con la quale lancia “The Doctor”, incide “Romie” e il remake di “Girls Dem Sugar”, con la cantante R’n’B americana Mya. Viene anche premiato con numerosi riconoscimenti tra i quali i MOBO Awards.

Nel 2000 riceve addirittura un Grammy per il miglior album reggae, “Art & Life”, nel quale collabora con Arturo Sandoval e Wyclef Jean (Fugees). Con quest'ultimo co-produce anche l’album di debutto dell’attore Steven Seagal.

Duetta con Janet Jackson nella hit “Feel It Boy” nel 2002, e nel 2004 raggiunge gli apici del successo sia negli Stati Uniti che in Europa con il remix di “Dude”, assieme a vari artisti.

Nel 2008 partecipa alla scrittura del film “Kingston”, dove recita. Esce l’EP “I’m Drinking Rum And Red Bull” che include la traccia omonima (in combo con Future Fambo), "I'm Okay" e due versioni di "Stack And Pile". L’album omonimo uscirà poi nel Febbraio 2011. Nello stesso anno, per fortuna, viene anche sollevato dalle accuse di evasione fiscale ricevute qualche anno prima.

Nel 2009 firma con la Brookland Entertainment, una nuova etichetta formata da Eric Nicks e i Trackmasters, preparandosi a lanciare un nuovo album “The Legend Returns”.

Nel 2014 Beenie Man e Bounty Killer decidono finalmente di mettere da parte le loro divergenze e registrano un singolo insieme “Legendary” che ottiene, inutile dirlo, strabiliante successo.

Nel 2015 registra “Ghetto Youth Floss” con Demarco, e il brano “Sister Caro” con l’artista nigeriano Henricci. Il Dottore non si ferma mai.


CONTROVERSIE

Testi omofobi

Alcuni dei testi di Beenie Man sono stati criticati per “incitamento all’assassinio di omosessuali”, per questo motivo fu escluso dagli MTV Music Awards del 2004 a seguito della protesta di alcuni attivisti.

Lo stesso anno fu fermato dalla polizia all’aeroporto londinese di Heathrow, che gli fece cancellare un concerto nel Regno Unito. Si scusò qualche tempo dopo attraverso la sua casa discografica.

Nel 2005, il gruppo per i diritti gay OutRage! sospese la sua opposizione verso l’artista, in seguito all’accordo secondo il quale non avrebbe più suonato pezzi in cui ci fossero testi di natura omofoba, e cui riuscì ad esibirsi in vari concerti a Londra.

Ad ogni modo, l’anno seguente puntualizzò che i testi in questione contenevano concetti anti-pedofilia, e non contro delle consensuali relazioni tra persone dello stesso sesso.

Nel 2007, insieme con altri artisti, firmò il Reggae Compassionate Act, un documento che gli vietava qualunque divulgazione di materiale anti-gay, patto che dopo qualche tempo negò di aver sottoscritto.

Nel 2010 parecchi dei suoi show, come quelli in Nuova Zelanda, Belgio e Olanda, furono bloccati o cancellati in seguito a varie proteste.

Nel 2012 pare che Beenie Man si sia finalmente scusato attraverso un comunicato che recita testualmente: “Vorrei chiarire che io non ho nulla contro nessuno. Rispetto ogni persona con i suoi comportamenti, al di là di ogni credo, religione e preferenza sessuale. Rispetto tutti gli esseri umani e chiedo di non essere giudicato per i testi che ho scritto in passato, chiedo solo che tutti si amino e si rispettino”.

L’artista stesso, però, smentisce tutto con un intervista successiva in cui afferma di non essersi mai scusato e di aver detto alla comunità gay di “provare a capire” e di “lasciarlo in pace”.

Voci di corridoio affermano che, quando il sito web GayNZ.com lo scorso anno lo chiamò al telefono per chiedere spiegazioni riguardo alcuni dei suoi testi, lui mise giù senza dare risposta.


La faida con Yellowman

Nel 2006 il veteran dj Yellowman ha rimproverato pubblicamente Beenie Man per la sua hit “King Of The Dancehall”. Conosciuto come “King Yellowman” sin dai primi anni ’80, il dj dice di aver chiuso un occhio finchè l’aggettivo fosse rimasto una semplice autodefinizione in termini di look ed estetica.

Quando però gli fu riconosciuto questo “titolo”, Yellowman affermò che questa “investitura” era soltanto una trovata pubblicitaria e che il suo affannarsi tanto nel voler dimostrare di “essere davanti a lui” sarebbe stato inutile.

Beenie gli fece eco qualche tempo dopo attraverso la rivista tedesca Riddim Magazine, paragonando esteticamente Bounty Killer a Yellowman, dicendo di lui che “è un’artista tanto bravo quanto brutto, si vede che ai giamaicani piacciono i brutti”.

Yellowman rispose dicendo “Può parlare male di me ma non del suo pubblico. Ha detto cose ridicole al Riddim Magazine. Se vogliamo parlare di look, allora io saro’ pure brutto.. ma indosso una camicia e lui una maglia, io i pantaloni, lui… una gonna!”.

Al di là del gossip, delle accuse e dei battibecchi, comunque, Beenie resta un’artista a 360 gradi che ha contribuito e ancora contribuisce, attraverso i suoi pezzi, alla diffusione del reggae e della dancehall in tutto il mondo.

Canta, balla, è dj, ha uno stile personale inconfondibile ed è un’icona della moda. Quando si parla di lui l’unica cosa che si può dire è che si tratta indubbiamente di un fuoriclasse!