Leroy Russell a.k.a. Tommy Lee Sparta nasce nel 1987 a Flankers, una comunità vicina all’aeroporto di Montego Bay (Jamaica). Descrive la sua infanzia come triste e difficile, avendo perso il padre all’età di dieci anni e avendo avuto il primo figlio a 14 da una compagna di scuola, sua fidanzatina di allora.

L’ispirazione musicale fa capolino nella sua vita quando ancora è un giovane studente alla Anchovy High School e già in quel periodo inizia ad esibirsi negli eventi più popolari, sia nella sua comunità che fuori da Flankers.

Tutti i suoi amici e familiari fanno il tifo per lui e lo incoraggiano nell’intraprendere seriamente la carriera musicale. Decide così di seguire il consiglio e registra il suo primo pezzo "Spartan Story" allo Snipa, studio di Flankers dove diventa di casa incidendo tanti altri pezzi come "Sparta Out At Night", "Mama Mi Love You", "Father Save Them Soul", "Still Live On" e il suo primo successo, "Warn Dem", canzoni che diventano ben presto molto conosciute e che gli permettono di calcare parecchi palchi in giro per il lato occidentale dell’isola.

Il famoso dj Vybz Kartel si accorge del suo talento durante una performance a Montego Bay e, impressionato dalla sua bravura, non impiega poi tanto a farlo diventare una vera e propria star.

Nel 2010 diventa membro del Portmore Empire (Gaza) e registra i primi pezzi sotto la guida del "maestro" (teacha): "Holding On The Pressure" sul Gangsta City Riddim, "Gypsy" sul Teeza riddim e "Money Make Friends".

Si esibisce al Reggae Sumfest 2011 proprio con Vybz Kartel e altri membri di Gaza. Ma è nel 2012 che accresce ancor di più la sua popolarità esibendosi come solista allo Sting e incidendo la famosa hit "Some Bwoy (Link Pon Chain)", che raggiunge le vette di tutte le classifiche giamaicane.

Anno fortunato il 2012: non solo è protagonista al Reggae Sumfest dove con il suo show riscuote enorme successo, ma incide anche "Pshyco" che diventa subito conosciutissimo e suonatissimo in tutti i maggiori party ed eventi. Si fa prendere addirittura dalla "febbre olimpica" e ne incide una versione dedicata al grande campione Usain Bolt e ad altri atleti, ottenendo supporto da tutte le squadre giamaicane e dai sostenitori sportivi che ne fanno il loro inno non ufficiale per le olimpiadi di quell’anno.

L’anno seguente incide la controversa "Shook" ("Uncle Demon"). Dall’uscita di questo pezzo l’artista sarà visto in maniera molto controversa, il suo stile inizia ad essere definito come "darkness dancehall" per temi e sonorità. Il video di "Shook" si ispira allo stile di "Thriller" di Michael Jackson e raggiunge milioni di visualizzazioni su YouTube nel giro di pochissimi giorni.

Il suo "Uncle Demon", nato come alter ego dell’intrattenimento e personaggio del business musicale, viene però purtroppo frainteso da molti che additano l’artista addirittura come rappresentante dell’Obeah (la magia nera tribale giamaicana).

Per bilanciare la cosa in maniera anche furbamente ironica incide allora "Spartan Angel" per descrivere la sua reazione nell’essere percepito da parte del pubblico come un "demonio", e rilascia varie interviste alle tv e radio locali spiegando e mettendo in chiaro le sue reali intenzioni.

Durante lo stesso anno l’artista lascerà "l’Impero" per creare la sua etichetta personale Guzu Musiq, cosa che desterà non poche chiacchiere tra i Gaza fan che si dividono tra chi incolpa lui e Popcaan (che lasciava Gaza nello stesso periodo) di aver sfruttato la fama acquisita come componenti del Portmore Empire, e chi invece li sostiene ricordando lo stesso passaggio nel passato di Vybz Kartel quando a sua volta abbandonò l’Alliance.

Altro incredibile successo è il video di "Captain Sparta", il primo video musicale d’animazione dancehall, interamente prodotto dalla Guzu Musiq. Nel frattempo "Psycho" viene inserita nella colonna sonora del videogioco campione di vendite del momento Grand Theft Auto 5.

Tommy Lee riesce a portare la sua dancehall sui palchi internazionali grazie alla sua versatilità. La sua musica, che fonde generi così diversi tra loro come reggae, dancehall, hip hop, pop, EDM, rock e gli artisti ai quali si ispira (Kartel, Michael Jackson e Bob Marley) lo rendono sempre protagonista di nuove produzioni e show di successo.

Molti descrivono il suo genere come "gothic dancehall". I suoi testi e l’unicità dei suoni utilizzati sono riconoscibili al primo ascolto e fanno si che l’artista continui continui ad essere, fortunatamente in un modo o nell’altro, sulla cresta dell’onda.